La piometra

La piometra

La piometra

La piometra è una patologia che consiste in una raccolta di materiale purulento (quindi pus, misto
spesso a sangue o muco) nell’utero.
Colpisce soprattutto le cagne, ma possono essere colpite anche le gatte, non sterilizzate in quanto si
sviluppa in conseguenza alla produzione di ormoni prodotti dalle ovaie.
Nei cani femmina interi infatti, ogni 6 mesi circa si ha il calore. Nelle settimane successive, anche
senza fecondazione, si ha una fase definita diestro in cui si hanno delle condizioni ormonali simili a
quelle che ci sono durante la gravidanza (in alcuni casi infatti si sviluppa la cosiddetta gravidanza
isterica o falsa gravidanza). Durante questo periodo che dura 2 mesi circa, alcune ghiandole
all’interno dell’utero si possono ingrossare e produrre una grande quantità di fluido.
L’accumulo di secreto ghiandolare in un ambiente caldo, umido e chiuso come l’utero, può favorire
la proliferazione di batteri e lo sviluppo di un’infezione con formazione di pus: la piometra.

Quali animali sono predisposti? Come si può riconoscere?

Sono soggetti a piometra cani femmina intere, le gatte possono esserne colpite ma sono meno
predisposte, oltre al fatto che sono più spesso sterilizzate rispetto alle “amiche” canine. Può
presentarsi a tutte le età, ma è più frequente sopra i 7 anni. Il 25% delle cagne sviluppa una
piometra entro i 10 anni di vita.
Solitamente questa malattia si manifesta qualche settimana dopo il calore e i sintomi principali
sono: letargia e abbattimento, inappetenza, aumento della sete, febbre, vomito, aumento di volume
dell’addome. In molti casi ci può essere uno scolo vulvare maleodorante: questo dipende dal fatto
che la cervice (il passaggio tra l’utero e la vagina) può essere aperta e quindi lasciare defluire il
materiale infetto, oppure chiusa: in questo caso il pus rimane intrappolato nell’utero.
La piometra è una patologia grave che senza un trattamento può portare alla setticemia, alla rottura
dell’utero, all’insufficienza di numerosi organi e quindi inevitabilmente alla morte dell’animale.
Sarà il medico veterinario che dopo aver visitato il soggetto e averlo sottoposto ad esami idonei,
diagnosticherà questa patologia e vi dirà come risolverla.

Come si cura?

Il trattamento per curare la piometra è la chirurgia.
Sono possibili protocolli farmacologici, ma non possono essere usati in pazienti gravi (in quanto
non farebbero in tempo ad agire), non hanno la stessa efficacia della chirurgia, non sono esenti da
effetti collaterali e non sono risolutivi: ovvero al prossimo calore si potrebbe ripresentare la
patologia e il cane essere nelle stesse, o peggiori, condizioni.
L’intervento chirurgico consiste nell’asportare l’utero e le ovaie ed è risolutivo anche per il futuro,
in quanto senza utero e ovaie non ci può essere piometra.
L’ideale sarebbe intraprendere l’operazione dopo qualche ora, in modo da stabilizzare prima il
paziente con flebo e terapie, tuttavia in alcuni casi le condizioni del paziente o dell’utero (che può
rompersi da un momento all’altro) non lo consentono e si deve entrare in chirurgia in urgenza.

Come prevenirla? Sterilizzare!

La piometra è solo uno dei motivi per i quali è fortemente consigliato far sterilizzare i cani femmina
(ma anche gatte) se non si vogliono far riprodurre.
Altri motivi riguardano l’evitare del susseguirsi dei calori, che creano disagio all’animale in primis,
ma anche al proprietario con perdite ematiche in giro per casa, comportamenti anomali (soprattutto
nella gatta in cui ci sono vocalizzazioni notturne). In alcuni casi al calore può seguire una
gravidanza isterica: un fenomeno che “mima” una reale gravidanza con produzione di latte,
cambiamenti comportamentali, irrequietezza, disappetenza…
Un’altra fondamentale motivazione per decidere in favore della sterilizzazione è prevenire
l’insorgenza dei tumori mammari: sono le neoplasie più frequenti nelle cagne intere o sterilizzate in

età avanzata, sono nel 40-50% dei casi di natura maligna (90% nella gatta) e colpiscono soprattutto
animali anziani.
In questo caso più tardi si opta per la sterilizzazione meno si ha questa funzione preventiva: essa
infatti è massima entro l’anno di vita e diventa praticamente nulla dopo i 3 anni. Per questo motivo
un buon compromesso è sottoporre la cagnolina all’intervento dopo il primo calore e prima
dell’anno di età, in modo che sia ancora abbastanza giovane da godere a pieno della prevenzione sui
tumori mammari, ma abbia raggiunto un accrescimento adeguato. L’età consigliata di
sterilizzazione delle gatte si aggira attorno ai 6-7 mesi. Ogni caso viene poi valutato singolarmente
in base al soggetto, alla razza e allo stile di vita.
Ci teniamo a smentire notizie, spesso derivanti dalla tradizione popolare, per cui l’animale DEVE
fare un calore o una gravidanza prima di poter essere sottoposto all’intervento.

 

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